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Premio Termoli
Premio D’Arte
Contemporanea
Elena Mazzi
(Reggio Emilia, 1984)
L’artista indaga il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, attraverso percorsi di ricerca interdisciplinari che intrecciano arte, architettura, scienza, società e territorio. Nei suoi lavori Mazzi intende condurre un’analisi sull’identità personale e collettiva, in relazione a un territorio e le sue specifiche dinamiche sociali, culturali e storiche. La sua opera si formalizza utilizzando diversi media, attraverso la teorizzazione di modelli alternativi che coniugano attività artigianali a sperimentazioni tecnologiche e industriali, allo scopo di apportare un contributo effettivo al miglioramento dell’ambiente attraverso pratiche di scambio e collaborazione.

Ha esposto recentemente a: 14th Istanbul Biennial, Istanbul, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Botkyrka Konsthall, Stoccolma.

elenamazzi.com
Bricks serving the unpredictable, 2014

10 mattoni fatti a mano, vetro riciclato
ciascuno 2,5 x 25 x 12 cm

L’artista si confronta con l’unità di misura basilare nella costruzione abitativa: il mattone. Il modulo, generalmente inteso come oggetto seriale, viene qui affrontato come un manufatto artistico unico e irriproducibile. Nell’amalgama di ceramica sono incastonati come fossero pietre preziose gli scarti di vetro provenienti da Sacca San Mattia, discarica del vetro di Murano e da alcune cristallerie di Colle Val d’Elsa in Toscana: i mattoni si fanno pittura attraverso l’uso del vetro colorato, uno dei materiali meno impattanti per l’ambiente grazie alla sua infinita riciclabilità. L’artista trae ispirazione dalla bioedilizia e dalla possibilità di uno sviluppo ecosostenibile, parafrasando il titolo Structures Serving the Unpredictable di Yona Friedman, e le sue teorie per un’architettura “umanista”.
IN CANTIERE